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Falsa fatturazione: quando scatta il reato e cosa rischiano imprese e amministratori

19 ago
Tempo di lettura: 7 min

La falsa fatturazione è uno dei reati tributari che genera più dubbi tra imprenditori, amministratori e professionisti


È sufficiente un errore nella fattura perché si configuri un reato? 

Quando una contestazione fiscale può trasformarsi in un procedimento penale? 

E quali conseguenze rischiano chi emette una fattura e chi, invece, la utilizza?


Le risposte a queste domande richiedono alcune precisazioni. 

Non ogni irregolarità contabile integra automaticamente una responsabilità penale. La normativa distingue infatti tra semplici violazioni fiscali e fatture per operazioni inesistenti, una fattispecie disciplinata dal D.Lgs. n. 74/2000 che può comportare conseguenze rilevanti sia per le persone fisiche sia, in determinate circostanze, per le imprese.


Negli ultimi anni il tema è tornato al centro dell'attenzione anche grazie ai più recenti orientamenti della Corte di Cassazione, che hanno chiarito quando il reato di emissione di fatture false può considerarsi consumato e quali elementi assumono rilievo nella valutazione della condotta.


Io sono l'Avv. Penalista Giulio Cristofori. In questa guida analizzeremo quando una fattura è considerata falsa, la differenza tra emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, quali pene prevede la legge e quali aspetti meritano particolare attenzione per imprese, amministratori e professionisti.



Indice dei contenuti



Falsa fatturazione: cos’è

Nel linguaggio comune si parla spesso di falsa fatturazione, ma il termine utilizzato dal legislatore è più preciso: fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.


Si tratta di una fattispecie disciplinata dal D.Lgs. n. 74/2000, che ricorre quando una fattura documenta un'operazione che, in tutto o in parte, non corrisponde alla realtà. L'obiettivo della norma è contrastare le condotte fraudolente che possono alterare la corretta determinazione delle imposte e compromettere la trasparenza dei rapporti economici.


ATTENZIONE: una fattura non diventa "falsa" semplicemente perché contiene un errore materiale o un'imprecisione contabile. Per configurare il reato è necessario verificare la natura dell'operazione documentata e gli elementi previsti dalla legge.


Dal punto di vista penale, infatti, assumono rilievo le operazioni inesistenti, che possono riguardare l'intera prestazione, una parte di essa oppure i soggetti coinvolti nell'operazione.



Quando una fattura è considerata falsa?

Le fatture per operazioni inesistenti possono presentare caratteristiche diverse. Comprendere questa distinzione è fondamentale perché incide sulla qualificazione giuridica della condotta.


Tipologia

Cosa significa

Esempio

Operazione oggettivamente inesistente

L'operazione indicata nella fattura non è mai stata eseguita

Viene emessa una fattura per una consulenza che non è mai stata svolta

Operazione soggettivamente inesistente

L'operazione è realmente avvenuta, ma tra soggetti diversi da quelli indicati nella fattura

Viene emessa una fattura per una consulenza che non è mai stata svolta

Operazione parzialmente inesistente

Solo una parte di quanto fatturato corrisponde alla realtà

La fattura indica un importo superiore rispetto al valore effettivo della prestazione


Questa distinzione ricorre frequentemente nella prassi investigativa e nella giurisprudenza, poiché consente di individuare la reale natura dell'operazione e valutare se siano presenti i presupposti per contestare un reato tributario.


IN SINTESI: il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti si integra quando un soggetto emette o rilascia una fattura relativa a un'operazione inesistente con la finalità di consentire a terzi l'evasione delle imposte sui redditi o dell'IVA.



Emissione e utilizzo di fatture false: qual è la differenza?

Uno degli aspetti che genera maggiore confusione riguarda la distinzione tra chi emette una fattura falsa e chi la utilizza. Si tratta di due condotte diverse, disciplinate da due norme differenti del D.Lgs. n. 74/2000, che tutelano interessi diversi e prevedono autonome responsabilità penali.


In altre parole, il legislatore distingue chi crea il documento falso da chi lo sfrutta per ottenere un indebito vantaggio fiscale.


Condotta

Norma

Quando si configura

Emissione di fatture per operazioni inesistenti

Art. 8 D.Lgs. 74/2000

Quando vengono emesse o rilasciate fatture o altri documenti relativi a operazioni inesistenti al fine di consentire a terzi l'evasione delle imposte

Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti

Art. 2 D.Lgs. 74/2000

Quando le fatture false vengono utilizzate nella dichiarazione dei redditi o IVA per indicare elementi passivi fittizi e ridurre il carico fiscale


Questa distinzione assume importanza anche sotto il profilo processuale. L'emissione della fattura costituisce infatti un reato autonomo rispetto al suo successivo utilizzo. Questo significa che chi emette una fattura per operazioni inesistenti può rispondere del reato anche se il destinatario decide di non utilizzarla nella propria dichiarazione fiscale.


Su questo punto è intervenuta anche la Corte di Cassazione, chiarendo che il reato previsto dall'art. 8 del D.Lgs. 74/2000 si perfeziona quando la fattura esce dalla disponibilità dell'emittente ed entra nella sfera di conoscibilità del destinatario. Non è quindi necessario che il documento venga effettivamente utilizzato per evadere le imposte: la finalità di consentire l'evasione è già sufficiente a integrare la fattispecie prevista dalla legge.


profili di responsabilità penale per falsa fatturazione


Sanzioni e profili di responsabilità penale

La falsa fatturazione rientra tra i reati tributari disciplinati dal D.Lgs. n. 74/2000 e può comportare conseguenze sia sotto il profilo penale sia sotto quello tributario. L'entità delle sanzioni varia in base alla condotta contestata. La normativa distingue infatti tra chi emette fatture per operazioni inesistenti e chi, invece, le utilizza nella propria dichiarazione dei redditi per ottenere un indebito vantaggio fiscale.


Condotta

Profili di responsabilità penale

Emissione di fatture per operazioni inesistenti

Reclusione da 4 a 8 anni. Se gli elementi passivi fittizi indicati nelle fatture sono inferiori a 100.000€, la pena è da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.


Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti

Reclusione da 4 a 8 anni. Se gli elementi passivi fittizi sono inferiori a 100.000€, la pena è da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.


ATTENZIONE: perché si configuri il reato non è sufficiente la semplice presenza di una fattura irregolare. L'autorità giudiziaria deve verificare la sussistenza di tutti gli elementi richiesti dalla legge, tra cui la natura dell'operazione documentata, il ruolo del soggetto coinvolto e l'elemento soggettivo richiesto dalla fattispecie incriminatrice.



Ulteriori sanzioni

Accanto alla responsabilità penale, una contestazione per falsa fatturazione può comportare anche:


  • il recupero delle imposte ritenute evase;

  • l'applicazione delle sanzioni amministrative tributarie previste dalla legge;

  • il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, quando ne ricorrono i presupposti;

  • nei casi previsti dal D.Lgs. 231/2001, la responsabilità amministrativa dell'ente.



Hai ricevuto una contestazione per falsa fatturazione o sei coinvolto in un procedimento per reati tributari?

Una valutazione tempestiva del caso concreto consente di analizzare la documentazione, verificare i presupposti della contestazione e individuare la strategia difensiva più adeguata.


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Responsabilità delle imprese e Modello 231

Quando la falsa fatturazione viene contestata nell'ambito dell'attività d'impresa, l'attenzione può estendersi oltre la responsabilità della persona fisica. Nei casi previsti dal D.Lgs. n. 231/2001, infatti, anche la società può essere chiamata a rispondere dell'illecito qualora il reato sia stato commesso nel suo interesse o a suo vantaggio e ricorrano i presupposti stabiliti dalla legge.


Per questo motivo, la gestione del rischio non riguarda esclusivamente gli aspetti contabili o fiscali, ma coinvolge direttamente l'organizzazione aziendale e i sistemi di controllo interno.


La presenza di un Modello 231 non esclude automaticamente la responsabilità dell'ente. Tuttavia, un sistema organizzativo adeguato, aggiornato e concretamente applicato rappresenta uno degli strumenti più importanti per prevenire i reati tributari e dimostrare l'effettiva attenzione dell'impresa verso la compliance. Per le aziende, la prevenzione non rappresenta soltanto un adempimento formale, ma un elemento strategico per ridurre il rischio di contestazioni e tutelare la continuità dell'attività.




Hai ricevuto una contestazione per falsa fatturazione?

Le contestazioni relative alle fatture per operazioni inesistenti richiedono una valutazione attenta della documentazione, delle operazioni contestate e del ruolo ricoperto dai soggetti coinvolti. Ogni procedimento presenta caratteristiche specifiche e richiede una strategia difensiva costruita sul caso concreto.


Nel mio lavoro affianco imprenditori, amministratori e professionisti nell'analisi dei procedimenti per reati tributari, valutando i possibili profili di responsabilità e individuando le soluzioni più adeguate alla situazione.



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Domande frequenti

Cos'è la falsa fatturazione?

La falsa fatturazione consiste nell'emissione o nell'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, ossia documenti che attestano operazioni mai avvenute, solo parzialmente reali o riferite a soggetti diversi da quelli effettivamente coinvolti. È disciplinata dal D.Lgs. n. 74/2000.

Il reato si configura quando viene emessa una fattura relativa a un'operazione inesistente con la finalità di consentire l'evasione delle imposte oppure quando tali fatture vengono utilizzate in una dichiarazione fiscale fraudolenta, nei casi previsti dagli artt. 8 e 2 del D.Lgs. n. 74/2000.

La falsa fatturazione può comportare responsabilità penale, sanzioni tributarie e, nei casi previsti dalla legge, anche la responsabilità della società ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001. Le conseguenze variano in base alla condotta contestata e alle circostanze del caso concreto.

Il termine di prescrizione varia in base alla fattispecie contestata e alle eventuali cause di sospensione o interruzione previste dalla legge. Per questo motivo è necessario valutare ogni procedimento in relazione alle specifiche circostanze del caso.

Per i reati di emissione e di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, il D.Lgs. n. 74/2000 prevede la reclusione da 4 a 8 anni. Se l'importo degli elementi passivi fittizi è inferiore a 100.000 euro, la pena è da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.


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