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Reati informatici Codice penale: quali sono, pene e responsabilità

2 giorni fa
Tempo di lettura: 8 min

Computer, smartphone, account aziendali e sistemi informatici fanno ormai parte della vita quotidiana. Di conseguenza, anche condotte apparentemente lontane dal concetto tradizionale di reato possono assumere rilevanza penale: accedere senza autorizzazione a un sistema, utilizzare credenziali altrui, intercettare comunicazioni, cancellare dati o alterare un sistema informatico.


Ma quali sono esattamente i reati informatici previsti dal Codice penale? 

E cosa rischia chi li commette?


La risposta dipende dalla condotta concreta. Il Codice penale disciplina infatti diverse fattispecie, con presupposti, elementi costitutivi e pene differenti. Inoltre, negli ultimi anni la normativa è stata interessata da importanti interventi di riforma che hanno modificato alcune fattispecie e inasprito il trattamento sanzionatorio.


Io sono l’Avv. Penalista Giulio Cristofori e in questa guida analizziamo i principali reati informatici previsti dal Codice penale, spiegando quando si configurano, quali pene prevedono, come vengono svolte le indagini e quali responsabilità possono emergere per le persone coinvolte e, in determinati casi, anche per le imprese.



Indice dei contenuti



Quali sono i reati informatici previsti dal Codice penale?

Con l'espressione “reati informatici” si fa riferimento a diverse fattispecie penali nelle quali il sistema informatico, i dati o le comunicazioni digitali possono rappresentare l'oggetto della condotta criminosa.


Tra le principali fattispecie previste dal Codice penale rientrano l'accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, l'intercettazione illecita di comunicazioni, il danneggiamento di dati e sistemi e la frode informatica.


La disciplina è stata inoltre modificata dalla Legge 28 giugno 2024, n. 90, che ha introdotto importanti novità in materia di cybersicurezza e reati informatici.


Per avere una prima panoramica, ecco le principali fattispecie da considerare:


Reato

Articolo del Codice penale

In cosa consiste

Accesso abusivo a un sistema informatico o telematico

Art. 615-ter c.p.

Accedere o mantenersi in un sistema informatico o telematico contro la volontà di chi ha il diritto di escludere l'accesso

Detenzione, diffusione e installazione abusiva di codici di accesso

Art. 615-quater c.p.

Procurarsi, detenere, produrre, diffondere o installare strumenti o codici destinati all'accesso abusivo

Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche

Art. 617-quater c.p.

Intercettare o ostacolare comunicazioni informatiche o telematiche senza autorizzazione

Installazione di apparecchiature per intercettare comunicazioni

Art. 617-quinquies c.p.

Installare strumenti destinati a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche

Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni

Art. 617-sexies c.p.

Intervenire illecitamente sul contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche

Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici

Art. 635-bis c.p.

Distruggere, deteriorare, cancellare, alterare o rendere inservibili dati o programmi informatici altrui

Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici pubblici

Art. 635-ter c.p.

Danneggiare dati, informazioni o programmi utilizzati dallo Stato, da enti pubblici o di pubblica utilità

Danneggiamento di sistemi informatici o telematici

Art. 635-quater c.p.

Distruggere, danneggiare o rendere inservibile un sistema informatico o telematico

Frode informatica

Art. 640-ter c.p.

Alterare il funzionamento di un sistema informatico o intervenire sui dati per ottenere un ingiusto profitto con danno altrui


ATTENZIONE: non ogni comportamento scorretto commesso utilizzando un dispositivo informatico costituisce automaticamente un reato informatico. Per stabilire quale fattispecie possa essere contestata occorre esaminare la condotta, il sistema coinvolto, le autorizzazioni esistenti, le modalità dell'accesso o dell'intervento sui dati e, quando richiesto, la finalità perseguita.



Accesso abusivo a un sistema informatico: quando si configura?

Tra i reati informatici previsti dal Codice penale, l'accesso abusivo a un sistema informatico o telematico è uno dei più rilevanti. L'art. 615-ter c.p. punisce chi si introduce abusivamente in un sistema protetto da misure di sicurezza oppure vi si mantiene contro la volontà, espressa o tacita, di chi ha il diritto di escluderlo.



Quando l'accesso diventa abusivo?

Il reato può configurarsi, ad esempio, quando una persona:


  • entra in un sistema informatico al quale non è autorizzata ad accedere;

  • utilizza credenziali ottenute da un'altra persona;

  • accede a una parte del sistema che non rientra nell'autorizzazione ricevuta;

  • continua a utilizzare il sistema dopo che l'autorizzazione è stata revocata.


Particolare attenzione meritano i casi aziendali. Un dipendente può infatti possedere credenziali valide ed essere autorizzato ad accedere a determinati sistemi, ma questo non significa necessariamente che possa utilizzare liberamente tutte le informazioni presenti al loro interno. La giurisprudenza ha affrontato proprio il problema dell'accesso effettuato da un soggetto formalmente autorizzato, ma per finalità estranee a quelle per cui l'autorizzazione era stata concessa. La valutazione deve essere effettuata considerando le regole che disciplinano l'accesso e le modalità concrete della condotta.




Cosa rischia chi commette accesso abusivo?

L’art. 615-ter c.p. prevede, nella forma base, la reclusione fino a 3 anni. La pena aumenta nelle ipotesi aggravate previste dalla norma, fino ad arrivare a 5 anni di reclusione nei casi più gravi.



Intercettazione e danneggiamento: fattispecie di reato e cosa si rischia?

Accanto all'accesso abusivo, il Codice penale disciplina altre condotte che riguardano comunicazioni, dati e sistemi informatici.



Intercettazione illecita di comunicazioni: artt. 617-quater e 617-quinquies c.p.

L'art. 617-quater punisce chi intercetta, impedisce o interrompe illecitamente comunicazioni informatiche o telematiche, mentre l'art. 617-quinquies riguarda l'installazione di apparecchiature destinate a intercettarle.


Sanzioni: la pena base prevista dall'art. 617-quater è la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 5 anni. Per l'installazione di apparecchiature prevista dall'art. 617-quinquies è prevista la reclusione da 1 a 4 anni.



Danneggiamento di dati e programmi: art. 635-bis c.p.

Si configura quando vengono distrutti, deteriorati, cancellati, alterati o resi inservibili dati, informazioni o programmi informatici altrui.


Sanzione: reclusione da 2 a 6 anni.



Danneggiamento di sistemi informatici: art. 635-quater c.p.

Riguarda invece chi distrugge, danneggia o rende inservibile, in tutto o in parte, un sistema informatico o telematico, oppure ne ostacola gravemente il funzionamento.


Sanzione: reclusione da 2 a 6 anni.



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Frode informatica: quando si configura e cosa si rischia?

La frode informatica, disciplinata dall'art. 640-ter c.p., si configura quando una persona, alterando il funzionamento di un sistema informatico o intervenendo senza diritto su dati, informazioni o programmi, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto, causando un danno.


NB: la fattispecie è quindi diversa dall'accesso abusivo. Qui l'elemento centrale è l'intervento sul sistema o sui suoi dati finalizzato a ottenere un profitto con danno altrui.



Cosa si rischia?

Nella forma base, la frode informatica è punita con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa fino a 1.549 euro. La pena sale a 1-5 anni di reclusione e multa da 309 a 1.549 euro in alcune ipotesi aggravate, tra cui il trasferimento di denaro, valore monetario o valuta virtuale. È prevista inoltre la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 600 a 3.000 euro quando il fatto è commesso mediante furto o indebito utilizzo dell'identità digitale in danno di uno o più soggetti.


DISTINZIONE UTILE: nella truffa l'autore induce una persona in errore, nella frode informatica il profitto viene ottenuto intervenendo sul funzionamento del sistema o sui dati senza diritto.



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Reati informatici: sintesi delle sanzioni previste dal Codice penale

Le sanzioni per i reati informatici cambiano in base alla condotta contestata e alle eventuali circostanze aggravanti. La normativa è stata inoltre modificata dalla Legge n. 90/2024, che ha inasprito il trattamento sanzionatorio di diverse fattispecie.


In sintesi:


Reato

Articolo c.p.

Pena*

Accesso abusivo a sistema informatico

Art. 615-ter c.p.

Reclusione fino a 3 anni nella forma base

Intercettazione illecita di comunicazioni

Art. 617-quater c.p.

Reclusione da 1 anno e 6 mesi a 5 anni

Installazione di apparecchiature per intercettare

Art. 617-quinquies c.p.

Reclusione da 1 a 4 anni

Danneggiamento di dati e programmi

Art. 635-bis c.p.

Reclusione da 2 a 6 anni

Danneggiamento di sistemi informatici

Art. 635-quater c.p.

Reclusione da 2 a 6 anni

Frode informatica

Art. 640-ter c.p.

Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa fino a 1.549 euro nella forma base


* ATTENZIONE: queste sono le pene previste per le fattispecie nelle loro forme di riferimento. Aggravanti e circostanze particolari possono determinare un aumento della pena.



Reati informatici e responsabilità penale: cosa deve sapere chi è indagato?

La ricostruzione della condotta e delle modalità con cui sono stati acquisiti gli elementi di prova è essere determinante. In particolare, occorre verificare:


  • quale condotta viene contestata e quale fattispecie penale può integrarla;

  • se l'accesso o l'utilizzo del sistema erano effettivamente autorizzati;

  • quali dispositivi e dati sono stati acquisiti durante le indagini;

  • come è stata raccolta e conservata la prova digitale;

  • quale fosse il ruolo concreto della persona coinvolta.


Il tema assume particolare rilievo quando l'indagine riguarda computer, smartphone, account o sistemi aziendali: la sola disponibilità di credenziali o di un dispositivo non consente, da sola, di ricostruire la responsabilità penale. Per questo, in presenza di una contestazione, la difesa deve valutare sia la condotta attribuita all'indagato sia gli elementi sui quali si fonda l'accusa, verificando la correttezza della ricostruzione investigativa e degli accertamenti tecnici.






Reati informatici e responsabilità 231: quando rischia anche l’impresa?

Un reato informatico commesso da una persona fisica può avere conseguenze anche per la società quando ricorrono i presupposti previsti dal D.Lgs. 231/2001. L'art. 24-bis del decreto include infatti diverse fattispecie informatiche tra i reati-presupposto della responsabilità dell'ente, tra cui accesso abusivo, intercettazione illecita e alcune ipotesi di danneggiamento di dati e sistemi. La Legge n. 90/2024 ha inoltre modificato la disciplina, aumentando le sanzioni applicabili all'ente.


In concreto:


  • il reato deve essere commesso da un soggetto riconducibile all'ente, nei casi previsti dal D.Lgs. 231/2001;

  • la condotta deve essere collegata all'interesse o al vantaggio della società;

  • l'ente può essere destinatario di sanzioni pecuniarie, calcolate secondo il sistema delle quote;

  • l'esistenza e l'efficace attuazione di un Modello 231 adeguato al rischio assume quindi un ruolo centrale nella gestione della responsabilità dell'impresa.



Reati informatici e l’importanza di una valutazione penale

Come abbiamo visto, i reati informatici possono coinvolgere contemporaneamente persone fisiche, aziende, dati e sistemi informatici, rendendo spesso complessa la ricostruzione delle responsabilità. 


Se sei indagato per un reato informatico, hai ricevuto una denuncia o un'azienda è coinvolta in un procedimento, è importante valutare tempestivamente la situazione sotto il profilo penale. 



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Ricevo nei seguenti studi: 


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Domande frequenti

Quali sono i reati informatici previsti nel Codice penale?

Tra i principali rientrano accesso abusivo a un sistema informatico (art. 615-ter c.p.), detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso (art. 615-quater), intercettazione illecita di comunicazioni (art. 617-quater), danneggiamento di dati e sistemi (artt. 635-bis e seguenti) e frode informatica (art. 640-ter c.p.).

Il Codice penale disciplina diverse condotte illecite commesse attraverso o contro sistemi informatici e telematici, prevedendo specifiche pene e aggravanti a seconda del reato. La disciplina è stata significativamente modificata dalla Legge n. 90/2024, che ha inasprito alcune pene e introdotto ulteriori aggravanti.


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