top of page

Furto di identità digitale: in cosa consiste e quali tutele prevede la legge

Furto di identità digitale” è un'espressione ormai ricorrente, ma spesso viene utilizzata con troppa leggerezza. Dietro questa definizione possono nascondersi vicende molto diverse: un conto corrente aperto senza autorizzazione, un finanziamento richiesto a nome di un'altra persona, un'identità utilizzata per accedere a servizi digitali o per concludere operazioni mai autorizzate.


Ciò che comunemente viene definito "furto di identità digitale" può assumere quindi rilievo giuridico in modi differenti, perché tutto dipende dalla condotta posta in essere, dalle finalità perseguite e dalle conseguenze che ne derivano. È una differenza tutt'altro che formale: da essa dipendono le responsabilità, gli strumenti di tutela e, in molti casi, la stessa strategia difensiva.


Io sono l’Avv. Penalista Giulio Cristofori e prima ancora di chiedersi come difendersi, è necessario comprendere quale sia la reale natura del fatto. Solo partendo da una corretta qualificazione giuridica è possibile individuare le tutele previste dall'ordinamento e valutare le iniziative più appropriate nel caso concreto.



Indice dei contenuti



Il furto di identità digitale non coincide con un unico reato

Una delle convinzioni più diffuse è che il furto di identità digitale costituisca un'autonoma fattispecie di reato. In realtà, il Codice penale non prevede un delitto che porti questa denominazione.


L'espressione viene utilizzata per descrivere una pluralità di condotte accomunate da un elemento: l'utilizzo illecito dell'identità digitale o dei dati personali di un'altra persona. È proprio la modalità con cui tale identità viene utilizzata a determinare la qualificazione giuridica del fatto.


In alcuni casi, ad esempio, la condotta può integrare il reato di sostituzione di persona previsto dall'art. 494 del Codice penale, quando qualcuno induce altri in errore attribuendosi una falsa identità o utilizzando quella altrui per procurare a sé o ad altri un vantaggio oppure per arrecare un danno.


In altre situazioni, invece, possono assumere rilievo ulteriori fattispecie penali, come l'accesso abusivo a un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.) oppure la frode informatica (art. 640-ter c.p.), qualora l'utilizzo dell'identità sia finalizzato a compiere operazioni illecite attraverso strumenti digitali.


In sintesi, da un punto di vista giuridico, in Italia il furto d’identità è considerato un vero e proprio reato, riconducibile a tre articoli del Codice penale:


  • Sostituzione di persona (art. 494 c.p.): punisce chi induce altri in errore attribuendosi una falsa identità o utilizzando quella altrui per procurare a sé o ad altri un vantaggio o arrecare un danno;

  • Accesso abusivo a un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.): può rilevare quando l'autore accede senza autorizzazione agli account o ai sistemi informatici della vittima; 

  • Frode informatica (art. 640-ter c.p.): trova applicazione quando l'utilizzo illecito di sistemi informatici è finalizzato a conseguire un profitto ingiusto, arrecando un danno ad altri.


Individuare correttamente la condotta contestata significa comprendere quali responsabilità possano configurarsi, quali elementi debbano essere provati e quali strumenti di tutela possano essere concretamente attivati.



Furto di identità digitale vs Furto di dati

I termini furto di identità digitale e furto di dati vengono spesso utilizzati come sinonimi. In realtà, indicano due situazioni diverse, anche se strettamente collegate. 


  • Furto di dati = consiste nell'acquisizione illecita di informazioni personali, come credenziali di accesso, documenti d'identità o dati bancari

  • Furto di identità digitale = si verifica quando tali informazioni vengono utilizzate per impersonare la vittima o compiere operazioni a suo nome


Furto di identità digitale

Furto di dati   

Comporta l'utilizzo illecito dei dati per impersonare la vittima.

Comporta l'acquisizione illecita di dati personali.

I dati vengono impiegati per compiere operazioni o attività a nome di un'altra persona.

I dati possono essere conservati, ceduti o utilizzati in un momento successivo.

Può determinare conseguenze economiche, patrimoniali e giuridiche fin dal primo utilizzo dell'identità.

Non produce necessariamente effetti immediati sulla vittima.



Le principali forme di furto di identità digitale

Come abbiamo visto, il furto di identità digitale può assumere forme molto diverse. Ciò che cambia non è soltanto la modalità con cui vengono acquisiti i dati personali, ma soprattutto l'utilizzo che ne viene fatto e le conseguenze che possono derivarne.


  • Furto di identità bancaria: i dati personali vengono utilizzati per aprire conti correnti, richiedere carte di pagamento o effettuare operazioni finanziarie senza il consenso dell'interessato; 

  • Furto di identità a fini creditizi: l'identità della vittima viene impiegata per richiedere prestiti, finanziamenti o altri strumenti di credito, con il rischio che il debito venga attribuito a chi non ha mai presentato alcuna richiesta; 

  • Furto di identità tramite SPID o credenziali digitali: l'accesso abusivo a sistemi di identità digitale può consentire l'utilizzo di servizi della Pubblica Amministrazione o di piattaforme private fingendosi il legittimo titolare; 

  • Furto di identità sui social network: vengono creati profili falsi oppure vengono compromessi account esistenti per contattare altre persone, diffondere contenuti o commettere ulteriori truffe; 

  • Furto di identità aziendale o professionale: l'identità di un imprenditore o di un professionista viene utilizzata per inviare comunicazioni fraudolente, richiedere pagamenti o instaurare rapporti commerciali apparentemente legittimi; 

  • Furto di identità tramite posta elettronica o PEC: l'accesso illecito a caselle e-mail o PEC può consentire di inviare comunicazioni a nome della vittima o acquisire informazioni riservate da utilizzare per finalità illecite.


Sebbene queste siano tra le ipotesi più frequenti, ogni caso presenta caratteristiche proprie. Per questo motivo, non è possibile ricondurre automaticamente tutte le situazioni a un'unica fattispecie di reato: la qualificazione giuridica dipende sempre dalle modalità della condotta e dalle conseguenze concretamente prodotte.





Come avviene il furto di identità digitale?

Nella maggior parte dei casi, il furto di identità digitale avviene sfruttando errori, disattenzioni o vulnerabilità dei sistemi informatici. Una volta ottenuti i dati personali della vittima, questi possono essere utilizzati per accedere a servizi digitali, stipulare contratti o compiere operazioni fraudolente.


Tra le modalità più frequenti rientrano:


  • Phishing: invio di e-mail, SMS o messaggi che simulano comunicazioni provenienti da banche, enti pubblici o aziende, con l'obiettivo di indurre la vittima a comunicare credenziali di accesso o dati personali; 

  • Smishing e vishing: varianti del phishing che utilizzano, rispettivamente, messaggi SMS o telefonate fraudolente per ottenere informazioni riservate; 

  • Accesso abusivo agli account: le credenziali sottratte vengono utilizzate per entrare in caselle e-mail, home banking, SPID, PEC o altri servizi digitali intestati alla vittima; 

  • Malware e software malevoli: programmi installati sul dispositivo della vittima che consentono di acquisire dati, monitorare l'attività svolta o intercettare credenziali di accesso; 

  • Violazione di banche dati (data breach): i dati personali sottratti a società o enti possono essere successivamente utilizzati per tentare accessi fraudolenti o realizzare operazioni a nome della vittima.



Quali conseguenze può avere un furto di identità digitale?

A seconda delle modalità con cui l'identità viene utilizzata, la vittima può subire effetti di natura economica, giuridica e reputazionale, che richiedono spesso un intervento tempestivo per limitarne l'impatto.


Tra le conseguenze più frequenti rientrano:


  • Danni economici: apertura di conti correnti, richiesta di finanziamenti, acquisti online o altre operazioni effettuate utilizzando l'identità della vittima; 

  • Utilizzo illecito dell'identità: i dati personali possono essere impiegati per sottoscrivere contratti, attivare servizi o compiere operazioni senza il consenso dell'interessato; 

  • Compromissione della reputazione: la creazione di profili falsi o l'invio di comunicazioni fraudolente a nome della vittima può incidere sui rapporti personali e professionali;

  • Accesso a servizi digitali: l'utilizzo illecito di credenziali, SPID, PEC o account personali può consentire l'accesso a informazioni riservate e a servizi pubblici o privati; 

  • Conseguenze sul piano giuridico: in alcuni casi, la vittima potrebbe dover dimostrare la propria estraneità rispetto ad attività o rapporti giuridici posti in essere da terzi utilizzando la sua identità; 

  • Tempi di ripristino spesso lunghi: recuperare il controllo della propria identità digitale richiede frequentemente la collaborazione di banche, gestori di servizi, autorità competenti e, quando necessario, l'assistenza di un legale.


Le conseguenze possono variare sensibilmente da un caso all'altro. Per questo motivo, è fondamentale intervenire tempestivamente, sia per limitare gli effetti dell'utilizzo illecito dei dati sia per preservare gli elementi utili all'accertamento dei fatti.






Come capire se sei vittima di un furto di identità digitale

In molti casi, il furto di identità digitale viene scoperto solo quando si manifestano le prime conseguenze. Proprio per questo motivo è importante non sottovalutare alcuni segnali che potrebbero indicare un utilizzo illecito dei propri dati personali.


Tra gli elementi che meritano particolare attenzione vi sono:


  • Comunicazioni relative a rapporti mai aperti: ricezione di estratti conto, richieste di pagamento o notifiche riferite a conti correnti, finanziamenti o contratti sconosciuti.

  • Accessi non autorizzati ai propri account: notifiche di login da dispositivi o località insolite, modifiche delle credenziali o richieste di reimpostazione della password non effettuate dall'utente.

  • Movimenti bancari o pagamenti non riconosciuti: operazioni sul conto corrente o sulla carta di pagamento che non risultano autorizzate.

  • Segnalazioni da parte di terzi: clienti, colleghi o conoscenti riferiscono di aver ricevuto e-mail, messaggi o comunicazioni apparentemente provenienti da te, ma mai inviate.

  • Difficoltà nell'accesso ai servizi digitali: impossibilità di accedere a SPID, PEC, home banking o altri servizi a causa di modifiche non autorizzate delle credenziali.




Come ridurre il rischio di furto di identità digitale

Eliminare completamente il rischio di un furto di identità digitale non è possibile. Tuttavia, alcuni comportamenti possono contribuire a ridurre in modo significativo le possibilità che dati personali o credenziali di accesso vengano utilizzati in modo illecito.


Tra le principali misure di prevenzione rientrano:


  • Proteggere le proprie credenziali di accesso: utilizzare password robuste e, ove disponibile, attivare l'autenticazione a più fattori per gli account più sensibili; 

  • Prestare attenzione alle comunicazioni ricevute: e-mail, SMS o telefonate che richiedono dati personali o credenziali devono essere sempre verificati, soprattutto quando provengono apparentemente da banche, enti pubblici o gestori di servizi; 

  • Monitorare periodicamente i rapporti bancari e i servizi digitali: controllare movimenti, notifiche di accesso e attività degli account consente di individuare tempestivamente eventuali anomalie; 

  • Proteggere documenti e dati personali: copie di documenti d'identità, codice fiscale e altre informazioni sensibili dovrebbero essere condivise solo quando strettamente necessario e attraverso canali affidabili; 

  • Intervenire immediatamente in presenza di anomalie: il blocco degli account interessati, la segnalazione agli istituti coinvolti e la conservazione delle prove rappresentano i primi passi per limitare le conseguenze dell'utilizzo illecito dell'identità.



Hai il sospetto di essere vittima di un furto di identità digitale?

Quando si sospetta un utilizzo illecito della propria identità digitale, è importante intervenire tempestivamente. Ogni caso presenta caratteristiche diverse e richiede una valutazione specifica per individuare le possibili responsabilità, ricostruire i fatti e definire le iniziative più appropriate.



Oppure prenota direttamente un appuntamento 👇


Ricevo nei seguenti studi: 


📍 Bologna: Via Guido Reni n. 5, 40125 Bologna (BO) ​

📍 Crevalcore: Via Guisa n. 258, 40014, Crevalcore (BO)

📍 Pescara: Via Ostuni n. 38 c/o Studio Legale Tartaglia



Seguimi anche sui social per rimanere aggiornato sulle ultime novità del settore. 




Domande frequenti

Che cos'è il furto di identità digitale?

Il furto di identità digitale è l'utilizzo illecito dei dati personali o delle credenziali di un'altra persona per compiere operazioni, accedere a servizi o assumere una falsa identità online.

Consiste nell'acquisizione e nell'utilizzo non autorizzato di dati personali, documenti o credenziali digitali per ottenere un vantaggio illecito o arrecare un danno alla vittima.

Alcuni segnali possono essere accessi non autorizzati agli account, movimenti bancari sospetti, richieste di finanziamento sconosciute o comunicazioni relative a servizi mai attivati.

Le modalità più comuni comprendono phishing, smishing, malware, accesso abusivo agli account, violazioni di banche dati (data breach) e utilizzo illecito di documenti o credenziali digitali.

Le conseguenze possono includere perdite economiche, apertura di rapporti contrattuali non autorizzati, utilizzo illecito dei propri dati, danni reputazionali e problematiche di natura giuridica.

È consigliabile mettere in sicurezza gli account interessati, informare gli istituti coinvolti, conservare la documentazione utile e rivolgersi tempestivamente a un professionista per valutare le iniziative più appropriate.

Il Codice penale non prevede uno specifico reato di "furto di identità digitale". A seconda della condotta, possono trovare applicazione diverse fattispecie, come la sostituzione di persona (art. 494 c.p.), l'accesso abusivo a un sistema informatico (art. 615-ter c.p.) o la frode informatica (art. 640-ter c.p.), ciascuna con le proprie sanzioni.

Per ridurre il rischio è opportuno proteggere le proprie credenziali, attivare l'autenticazione a due fattori, verificare l'attendibilità delle comunicazioni ricevute e monitorare periodicamente i propri account e rapporti bancari.

È possibile presentare denuncia alle Forze dell'Ordine, fornendo tutta la documentazione disponibile per ricostruire l'accaduto e consentire l'avvio delle indagini.


Commenti


bottom of page